Il patrimonio artistico dei fratelli Vaccaro, famosi pupari siracusani, trova spazio in questo museo. L’associazione “Vaccaro-Mauceri” apre il sipario sull’operato dei fratelli Vaccaro e sul loro mondo fantastico, dove trovano posto cavalieri cristiano e saraceni, maghi, streghe e creature mostruose. Un percorso arricchito da schede storiche che ripercorrono i punti salienti della loro storia, dalla nascita del laboratorio di Vicolo dell’Ulivo, all’esordio dei fratelli Mauceri. Un libro aperto su alcune suggestive pagine di storia siracusana, oggi a disposizione di tutti.

PER INFORMAZIONI: Tel. 0931 1995531 Cell. 347 3810826

ORARI DI APERTURA: 

Aperto da marzo a novembre e periodo natalizio- Dal lunedì al sabato

Da marzo a maggio Ore 11:00 > 13:00 / 16:00 > 18:00

Da giugno ad agosto Ore 11:00 > ore 18:00 (orario continuato) (Chiuso 15 agosto) Da settembre a novembre ore 11:00 > 13:00 / 16:00 > 18:00 Apertura straordinaria Dal 15 dicembre al 15 gennaio ore 11:00 > 13:00 / 16:00 > 18:00 (chiuso la mattina del 25-26 dic. e 1 gen.)

TARIFFE

Intero € 3,00 Ridotto € 2,00 (da 3 a 12 anni) Disabili  € 2,00 Residenti SR € 1,00 Bambini sotto i 3 anni Gratis

Il tempio, risalente ai primi anni del VI secolo a.C.- se non agli ultimi del precedente – , è certamente il più vetusto tempio dorico della Sicilia. Rivela la propria arcaicità nella forma dell’echino – amplissimo -, nella considerevole altezza dell’architrave – ben m. 2,15 -, negli intercolumni strettissimi ed irregolari: questo ha comportato la quasi impossibilità di applicare le ferree leggi dell’euritmia tra i triglifi e gli assi delle colonne. La sua caratteristica principale, da qui anche la sua importanza, è l’essere stato il primo tempio con peristasi – sequenza del crepidoma, colonne ed epistilio – lapidea. L’avere innalzato delle colonne in pietra fu un evento davvero eccezionale, tanto da essere sottolineato nell’iscrizione dedicatoria; nel lato Est della krepis leggiamo infatti: Cleomenes, figlio di Cneidieides, fece ad Apollo (il tempio) ed Ep icle (fece) le colonne: è un bel lavoro. Tuttavia la fiducia sulla capacità di resistenza della pietra era molto limitata; dal brandello di architrave che poggia superstite sulle colonne ci accorgiamo che era fatto a “L”: dentro correva una robusta anima in legno. Quello che immediatamente ci appare alla vista è la parte posteriore dell’edificio, poiché i templi greci avevano il prospetto rivolto ad Oriente. Oggi non rimangono che due colonne e pochi altri resti a testimoniarne la monumentalità.

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